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Esami Ecografici Stampa E-mail

 


 

• Addome superiore ed inferiore

Fegato e vie biliari (con eventuale prova colecistocinetica), pancreas, milza, reni e vie urinarie, prostata (anche con sonda endorettale), linfonodi e retroperitoneo, aorta.
Per l'esplorazione di organi dell'addome superiore è necessaria una condizione di digiuno, dalla sera precedente se l'esame viene effettuato nella mattina, a distanza di almeno 6 ore da una leggera colazione se l'esame viene effettuato nel corso della giornata.
La prova colecistocinetica, che ha lo scopo di valutare la capacità contrattile della colecisti, viene effettuata determinando il volume colecistico basale a digiuno ed a distanza di 30-45 minuti dall’ingestione di un pasto grasso (un bicchiere di panna).
La prova da pasto grasso ha indicazione anche nei casi in cui è sospettabile una condizione ostruttiva nella via biliare principale (per lo più in pazienti colecistectomizzati). In tal caso, con le stesse modalità e tempi dovrà essere praticata un’accurata misurazione del calibro della via biliare principale.
Per lo studio di organi dell'addome inferiore è necessario ottenere un buon riempimento vescicale, con ingestione di un litro di acqua circa un'ora prima dell'orario previsto per l'esame ed astenendosi dalla minzione per circa 2 ore.

• Ginecologia

Utero, annessi, monitoraggio follicolare. L'esame può essere effettuato per via sovrapubica, con impiego di sonda endovaginale o con entrambe le modalità, secondo le indicazioni del medico specialista. Nel primo caso è necessario il riempimento vescicale, con le modalità sopra descritte per lo studio dell’addome inferiore; lo studio endovaginale viene effettuato con sonda dedicata, a vescica vuota.

Ostetricia

Screening del 1°, 2° e 3° trimestre, ecografia morfologica, flussimetria materno-fetale, rappresentazione tridimensionale (3D e 4D).
Le informazioni sottostanti sono riportate dalla Società Italiana di Ecografia Ostetrico-Ginecologica (SIEOG), pubblicate sulla Rivista SIEOG News, vol.4°, n.1, 2005.
Gli ultrasuoni sono utilizzati in Ostetricia da oltre 30 anni e non sono stati evidenziati effetti dannosi, anche a lungo termine, sul feto. Perciò ad oggi l’utilizzo diagnostico dell’ecografia è ritenuto non rischioso.
Gli esami ecografici consigliati durante una gravidanza fisiologica sono tre (Ministero della Sanità: Decreto Legge del 20/09/1998); tranne in casi particolari, l’esecuzione di ulteriori esami ecografici non comporta alcun vantaggio. Quali sono le finalità di questi tre esami?

1. Ecografia del primo trimestre: può essere eseguita con una sonda posta sull’addome materno (ecografia trans- addominale) o introducendo una sonda in vagina (ecografia trans-vaginale). Quest’ultima tecnica non è dolorosa e consente, soprattutto nelle prime settimane di gravidanza, di visualizzare meglio l’embrione senza arrecare alcun danno. Finalità dell’esame:
-identificare e valutare la presenza ed il numero dei feti/embrioni;
-misurare le dimensioni del feto/embrione per valutare l’epoca di gravidanza;
-vedere il battito cardiaco;
-identificare anomalie di sede della gravidanza.

2. Ecografia di screening del secondo trimestre (tra 19 e 21 settimane).
Eseguita per via trans-addominale.
Finalità dell’esame:
-determinare il numero e le dimensioni dei feti, visualizzare alcuni organi ed apparati, controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta;
-identificare eventuali malformazioni in percentuali variabili a seconda degli organi con una sensibilità di circa il 50%.

3. Ecografia di screening del terzo trimestre (tra 32 e 34 settimane)
Finalità dell’esame:
-verificare l’accrescimento fetale;
-visualizzare alcuni organi ed apparati del feto;
-controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta.

Difficoltà e limiti dell’esame

L’ecografia ostetrica è un esame complesso perché il feto è di piccole dimensioni e spesso in movimento. Anche certe condizioni materne (obesità, fibromi uterini, cicatrici) o intra-uterine (posizione del feto, quantità del liquido amniotico, ecc.) possono ostacolare l’esame ecografico, allungarne i tempi di esecuzione o richiedere la ripetizione dell’esame. L’ecografia permette di vedere alterazioni degli organi (malformazioni). Tuttavia, pur nelle migliori condizioni operative, alcune malformazioni, anche gravi, sono difficili o impossibili da identificare prima della nascita.
Tramite la misurazione del feto l’ecografia consente di riconoscere alterazioni della crescita, sia in difetto che in eccesso, anche se non con un elevato grado di precisione.

Organi e strutture superficiali

Tiroide, ghiandole salivari, mammella, linfonodi, cute e sottocute, masse superficiali, parete addominale, scroto, pene (anche con studio in erezione, ottenuta con iniezione locale di preparato farmacologico). Agoaspirato su tiroide e mammelle.

Muscoli, tendini, articolazioni.

Trattamento ecoguidato della spalla dolorosa e tendinopatie calcifiche in genere (litocalasia). Iniezione intra-articolare di farmaci (spalla dolorosa, epicondiliti, anca, gonartrosi, fasciti plantari, etc.).

Pediatria

Oltre le indagini routinarie, vengono eseguiti in particolare i seguenti esami:
• anca neonatale per la diagnosi di lussazione congenita;
• diagnosi di reflusso gastro-esofageo e di stenosi pilorica;
• diagnosi di reflusso vescico-ureterale.
L’esame per la diagnosi di reflusso gastro-esofageo e di stenosi pilorica viene eseguito dapprima a digiuno dall’ultima poppata e successivamente dopo assunzione del pasto.
La metodica ecografica, che consente la diagnosi di reflusso vescico-ureterale, definita Urosonografia, viene effettuata sopratutto in presenza di infezioni urinarie ricorrenti allo scopo di dimostrare un'eventuale reflusso di urina nelle vie urinarie alte, possibile causa di gravi complicazione renali. Tale metodica viene espletata mediante introduzione in vescica, fino al suo riempimento, di soluzione fisiologica in cui è disciolta una piccola quantità (1%) di un mezzo di contrasto ecografico (Sonovue, Bracco), previo posizionamento di un catetere.

Vascolare

Anche con impiego di color e power-Doppler. Studio dei distretti arteriosi e venosi: sistemici, viscerali, periferici (aorta, tronchi sovra-aortici, asse spleno-portale, arterie e vene degli arti, etc.). E’ disponibile un software di recentissima acquisizione che consente la misurazione automatica dell’intima della parete vascolare, il cui valore integrato con i dati del paziente fornisce la collocazione in una fascia di età biologica.

Impiego di Mezzi di Contrasto

Consente un approfondimento diagnostico in diversi ambiti. Oltre all’impiego per via endovescicale per lo studio del reflusso vescico-ureterale, di cui si è già detto (Urosonografia), la somministrazione per via endovenosa, ormai codificata in letteratura ed impiegata da diversi anni, permette di caratterizzare aspetti diagnostici non chiaramente definiti all’ecografia di base, ma talora anche all’esame con TC. Si tratta per lo più di formazioni espansive di organi addominali o superficiali ( cisti complesse, tumori solidi) di cui è dubbia la natura, benigna o maligna. Il mezzo di contrasto ecografico, costituito da micro-bolle di gas (all’incirca delle dimensioni di un globulo rosso) distribuendosi attraverso il sangue in tutto il sistema vascolare permette di dimostrare la presenza, la quantità e la tipologia della vascolarizzazione intra-tumorale e, quindi, un orientamento diagnostico verso la benignità o meno della formazione studiata.

Elastosonografia

Di recente acquisizione, può essere effettuata nel corso dell’esame ecografico attivando con la semplice pressione di un tasto il relativo software, capace di differenziare la trasmissione delle onde meccaniche nel contesto di un tessuto a seconda della maggiore o minore rigidità di esso. Rappresenta pertanto un ausilio diagnostico nella caratterizzazione tissutale, integrando i criteri differenziali tra lesioni benigne e maligne (queste ultime hanno scarsa elasticità) o tra parenchima sano e parenchima fibrotico (per esempio nelle epatopatie croniche). In atto, l’Elastosonografia viene da noi impiegata per la valutazione dei noduli della mammella e della tiroide.

DIAGNOSTICA RADIOLOGICA ODONTOIATRICA
CON TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA

Viene eseguita con apparecchio TC con fascio conico, che rispetto alla TC multistrato, ha il vantaggio di una somministrazione al paziente di una dose di radiazioni notevolmente inferiore.

Campi di applicazione:

Implantologia;
Studio dell’osso;
Chirurgia orale;
Ortodonzia;
Articolazione temporo-mandibolare;
Traumatologia.

 

 
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